Relazione visita guidata Capo di Ponte

 

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Capo di Ponte: Incisione rupestre

Il 30 ottobre 2003 noi alunni di I media siamo andati in gita in Valcamonica, a Capo di Ponte, per visitare  il Parco delle Incisioni rupestri fatte dai Camuni, perché stiamo studiando la preistoria. I Camuni erano cacciatori che si stabilirono lì sin dal II millennio a.C. per la posizione favorevole: c’era una bella vallata riparata dai monti che offriva la possibilità di cacciare la selvaggina, con torrenti in cui pescare, boschi nei quali trovare frutti vari, grotte per riposarsi…. La guida ci ha spiegato che gli uomini primitivi avevano scelto quel luogo per incidere le rocce, perché avevano osservato un fenomeno particolare: in certi periodi, pochi minuti prima del sorgere del sole, l’ombra della montagna si stagliava nel cielo, creando una grande visione che fu motivo di sorpresa e osservazione per i  Camuni, che consideravano quel luogo sacro. Per loro disegnare sulle pietre era come pregare. Su di una pietra abbiamo visto che il capo tribù era rappresentato con un copricapo di piume, con lo scudo e con la lancia. Osservando più incisioni abbiamo capito che i Camuni dovevano superare alcune prove per diventare cacciatori. Dopo un po’ abbiamo notato una pietra liscissima e la guida ci ha spiegato che prima in quel luogo c’erano i ghiacciai che muovendosi levigarono le rocce arenarie. Più avanti, su delle rocce impiantate a terra verticalmente erano scolpiti animali e uomini che coltivavano i campi. Ci siamo accorti che quasi tutte le rocce avevano scolpito in alto il sole, che era una divinità. I Camuni infatti avevano usanze e riti religiosi officiati dai druidi, sacerdoti e gran sapienti. Credevano in varie divinità e gli studiosi hanno visto che scrivevano in nord etrusco. Abbiamo visitato quattro atelier. Il primo conteneva gli strumenti musicali ricostruiti, come xilofono, litofono, flauti e molti altri: venivano usati per riti, danze, sepolture… Nel secondo laboratorio abbiamo assistito alla fusione dei metalli. Un signore ci ha fatto vedere come si fondeva lo stagno e ci ha detto che per fonderlo bisognava avere una temperatura di 200 gradi circa. Poi ci ha spiegato che gli uomini primitivi per alzare il fuoco ci soffiavano sopra, ma c’era il pericolo di scottarsi, perciò soffiavano attraverso una canna e in seguito inventarono il mantice. Il fabbro ha messo un crogiolo sul fuoco con dentro lo stagno, quando il metallo si è sciolto ha versato il liquido negli stampi ottenendo punte d’ascia e di pugnale. Nel terzo atelier abbiamo visto come si svolgevano i lavori quotidiani: tessitura, levigatura, accensione del fuoco, macinatura del grano e pittura. Dopo aver provato anche noi a svolgere queste attività, siamo andati nell’ultimo laboratorio. Lì abbiamo rilevato le incisioni, cioè abbiamo messo dei fogli su incisioni ricostruite, con un pastello a cera abbiamo colorato il foglio e abbiamo visto apparire le immagini. Questa visita al Parco delle Incisioni rupestri è servita molto, perché ho approfondito quello che avevo studiato in classe.

Capo di Ponte: Incisione rupestre

Capo di Ponte

 

Giorgio Deponti classe 1^B