Classi Settime "Atlante dei Navigli di Leonardo"

 

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In questo secondo quadrimestre scolastico abbiamo partecipato a delle lezioni sui navigli con un esperto per conoscere il territorio che ci circonda, le bellezze artistiche e conoscere la storia e la funzione (d’irrigazione) del naviglio della Martesana. In vista dell’uscita, l’esperto ha tenuto due lezioni in cui ci ha parlato di Leonardo, di come ha contribuito alla realizzazione del naviglio. Le sponde del naviglio sono dette alzaie. Questo canale artificiale arriva fino a Milano, veniva usato per l’irrigazione e per il trasporto di merce. I barconi venivano spinti dalla corrente o trainati da cavalli. I navigli forniscono energia alle industrie. In alcuni punti del suo corso ci sono alcune chiuse che servono per irrigare i campi. Durante la prima lezione abbiamo visto delle immagini sul territorio e un pezzo del film “L’albero degli zoccoli”, dove abbiamo potuto vedere la navigazione e anche il trasporto sui barconi della gente. Nella seconda lezione ci siamo soffermati più sul territorio che si divide in antropico e naturale. Quello antropico è stato modificato dall’uomo mentre quello naturale no. Abbiamo visto anche l’espansione delle città su cartine. Ci è stata spiegata la diversità tra i luoghi e i non luoghi, mentre i luoghi hanno una storia, un’architettura particolare (Villa Melzi d’Eril), i non luoghi si assomigliano e sono uguali in tutto il mondo (Mc Donald’s). Finalmente il giorno 3 aprile siamo andati con l’esperto a visitare Vaprio e il suo centro storico. Siamo usciti dalla scuola, siamo passati per i vicoli di via Matteotti e siamo andati fino alla piazza Cavour, centro storico del paese, dove si trova la villa Simonetta Archinto che fa da municipio e biblioteca del XVIII secolo, ha resti di affreschi. Successivamente siamo scesi al lavatoio. Quello di Vaprio è uno dei più grandi perché tutto il paese è affacciato sul naviglio, le donne venivano a lavare i panni. Oggi il canale è in asciutta e non viene più svuotato per pulire e sistemare il letto. Qui al lavatoio abbiamo fatto un esperimento sulla velocità della corrente del naviglio. La lunghezza del tratto preso in considerazione è stata di 20 metri e la velocità media di 0,37 m/s. questa velocità è dovuta al fatto che siamo in un periodo di asciutta, per misurare la velocità è stato usato un limone perché galleggia, si degrada e si vede.  Finito l’esperimento siamo andati verso lo stabilimento Duca Visconti di Modrone – Velvis. Durante il tragitto abbiamo ammirato due ville: la Sioli Guidoboni con un giardino storico terrazzato sul naviglio e la Falcò Palemi che ha avuto restauri e ampliamenti. lo stabilimento Visconti prima era stabilimento Archinto. Nella Velvis si producono velluto e stoffe e si usa l’acqua del naviglio per produrre energia. Alla fine abbiamo visitato la casa del “Custode delle acque”. Il custode aveva il compito di rilevare il livello dell’acqua e di sollevare le sponde e i canali. Doveva controllare anche l’uso dell’acqua. Nella casa ospitava i viaggiatori che arrivavano da Milano. Da dieci anni è stata presa dall’attuale inquilino: il signor Arturo, anche se rimane sempre proprietà del Comune. E’ stata costruita a metà del ‘500. E’ stata abbandonata per 50 anni. Dentro ha ancora un telefono vecchio. Nel ‘600 c’è stato un allargamento. Purtroppo la maggior parte degli affreschi sono andati persi. Nel piano sotto in una stanza Arturo ha scoperto un camino murato e l’ha aperto. Questa era la stanza dei poveri, mentre i nobili dormivano di sopra. I muri sono spessi e c’è anche una stanza al livello del fiume non accessibile. Prima si chiamava Regia Camera. All’entrata sul porticato c’è lo stemma del re spagnolo del 1700 che governava la Lombardia. Nello stemma sono raffigurati due   angioletti. Ora viene usata per mostre fotografiche. Quest’uscita mi è servita perché scoprendo la storia di queste costruzioni ho scoperto la loro importanza e come sono cambiate nel tempo. Mi sono accorta che ai giorni d’oggi queste testimonianze storiche non vengono più usate e non viene data loro molta importanza, mentre credo che siano il vero centro del paese. 
                                                                                
Francesca C. 7^C