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“Ode
alla vita”: un’esperienza di laboratorio teatrale
Venerdì 23
febbraio 2007 i diciotto ragazzi del laboratorio teatrale
delle classi ottave hanno rappresentato, presso l’oratorio
di Vaprio, il loro spettacolo intitolato “Ode alla vita
(dedicato a Romeo e Giulietta)”. La rappresentazione è stata
il risultato finale del lavoro svolto durante il primo
quadrimestre nelle ore pomeridiane del giovedì nel corso
delle quali sotto la valente guida dell’esperto in arte
scenica, Alberto Mariani, i ragazzi si sono cimentati nella
scoperta dei primi rudimenti del mestiere dell’attore,
attività che hanno condotto con interesse e partecipazione
costanti.Come chiaramente indicato da Alberto, che ha
introdotto il pubblico con una breve premessa sulle fasi, i
contenuti, la metodologia del lavoro svolto, molto
importante ai fini di un corretto approccio con l’arte della
recitazione è stata la fase preparatoria antecedente lo
studio del copione vero e proprio. Attraverso giochi ed
esercitazioni varie gli alunni sono stati indirizzati ad
acquisire gli elementi - base della rappresentazione
teatrale dal punto di vista non solo dello spettatore che
guarda e partecipa dalla platea con la sua attenzione ed il
suo interesse, ma anche dal punto di vista dell’attore,
soggetto attivo dell’animazione scenica. Lo spazio come
luogo dell’azione teatrale, gli oggetti che lo occupano e
che esprimono sempre qualcosa, la mimica del corpo e delle
sue parti, la voce forte o debole, lontana o vicina, le
parole considerate secondo il loro suono, indipendentemente
dal significato, tutto ciò è stato il materiale oggetto
dell’azione iniziale che si è sviluppata con gradualità e in
modo ludico, cioè attraverso giochi individuali e
collettivi, con oggetti o senza, di ruolo e
d’improvvisazione, adottando una scelta metodologica di
pratica sul campo, come è opportuno che accada in un
laboratorio. Successivamente si è passati alla vera e
propria recita da copione di una storia ben nota, nel nostro
caso la tragica vicenda di Romeo e Giulietta e del loro
amore osteggiato dai rispettivi parenti. Il dramma di
Shakespeare è stato lo spunto iniziale da cui partire per
inserire elementi di arte musicale e letteraria
contemporanea quali canzoni e poesie, in una mescolanza di
elementi ora classici ora moderni, perfettamente equilibrati
nel loro insieme. Infine, il titolo, ovvero “il sugo della
storia”: “Ode alla vita” da una poesia di Pablo Neruda,
recitata alla fine dello spettacolo, in cui si dice che
“Lentamente muore chi evita una passione,
chi preferisce
il nero sul bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un
insieme di
emozioni proprio quelle che fanno brillare gli occhi
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai
sentimenti”.
Questa è
l’interpretazione che vogliamo dare alla tragica fine di
Romeo e Giulietta, questo è il senso della loro passione,
vissuta nonostante tutto e tutti, fatalmente interrotta
eppure ancor oggi per noi così viva e vitale
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