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Rosa
Camuna
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Guerriero
con decorazioni sul busto e la croce nella parte
inferiore a destra |
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Guerriero con ascia |
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Guerriero con ascia della fine dell'età del ferro |
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| La storia di Camun |
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Quella mattina il grande
cacciatore vide l’ombra della montagna alta nel cielo, sopra
il villaggio. Lo spirito del monte appariva ogni anno
all’inizio della bella stagione, ma questa volta il
cacciatore capì che sarebbe stato diverso: era la dodicesima
primavera di Camun, suo figlio, e quella visione annunciava
la sua partenza. La stessa mattina suo padre andò da lui a
dirgli che era giunto il momento di dimostrare la sua forza
e il suo coraggio. Camun doveva partire e superare diverse
prove: la prima fra tutte era di catturare e addomesticare
un cervo. Il mattino seguente il padre spiegò a Camun tutti
i pericoli che avrebbe potuto incontrare lungo il tragitto e
gli diede il pugnale per difendersi. Prima di salutarlo gli
donò la “quarzite di ghiaccio” appartenuta a suo nonno:
sarebbe stata il suo portafortuna e gli sarebbe servita per
incidere “qualcosa” sulla roccia. Camun partì tutto energico
per la sua strada. Dopo aver camminato a lungo trovò il
luogo giusto per costruire una capanna e cominciare la sua
caccia al cervo. Una notte mentre Camun stava dormendo,
sentì dei rumori provenienti dall’esterno, uscì e vide
davanti a sé un bellissimo cervo. subito Camun prese il
laccio e dopo aver catturato il cervo lo fece entrare
velocemente in una gabbia che aveva tenuto pronta per
l’occasione. L’impresa era stata facile ed egli decise di
ringraziare gli dei incidendo con la sua quarzite di
ghiaccio il fatto accaduto su una roccia liscia come una
lavagna. Non gli sembrava vero di tornare a casa, ma mentre
preparava i bagagli un guerriero lo attaccò alle spalle.
Camun si difese con il pugnale, ma presto un altro guerriero
spuntò dal dietro una roccia e un altro ancora. Camun si
sentì pronto ma all’improvviso ecco che apparse il Dio con
la testa di cervo che gli diede latra forza per sconfiggere
i nemici. Nel trambusto della lotta, però, la gabbia del
cervo si era aperta e l’animale era fuggito, Camun era
deluso ma in compenso era riuscito a battere i nemici del
villaggio così decise di tornare a casa senza il cervo, ma
con i guerrieri prigionieri, Camun fu accolto con molti
onori perché aveva salvato il villaggio dall’attacco dei
nemici. Il padre gli regalò un bellissimo cavallo la festa
fu grande e in quell’occasione Camun conobbe Ancann. I due
si innamorarono e qualche tempo dopo, quando Camun divenne
il capo dei guerrieri decisero di sposarsi. |
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| La storia di
Ancann |
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Un giorno al villaggio si
festeggiava la nascita di Ancann figlia del capo tribù.
Quando Ancann compì dodici anni, la madre decise che era
giunto il momento che la figlia imparasse a coltivare le
piante, allevare gli animali, a cucinare cibi e a tessere la
lana. Ogni mattina Ancann si recava al campo da coltivare e
osservava gli uomini arare la terra con l’aratro e i buoi,
le donne e i ragazzi scavavano venature nel terreno per far
passare la terra dopo la semina, lo spettacolo della
mietitura e poi ancora la magia del raccolto trasformato in
focacce e zuppe. Ancann e le sue compagne si occupavano
della raccolta della frutta, degli ortaggi e dei legumi che
dovevano poi cucinare. Il pomeriggio, invece si dedicavano
alla tessitura: intrecciavano fili di lana, confezionavano
vestiti e calde coperte. Dopo qualche tempo, Ancann, mentre
raccoglieva ortaggi e legumi, trovò dei semi sconosciuti; di
nascosto cominciò a coltivarli, ma passarono i giorni ma non
crebbe nulla. Un giorno la madre, mentre Ancann tesseva,
notò nell’orto una piantina mai vista prima con un
bellissimo fiore, con gran sorpresa la mostrò al marito e
alla figlia. Ancann capi che era opera sua se quella
piantina aveva germogliato e racconto alla madre di quei
semi interrati qualche tempo prima, che quasi aveva
dimenticato. La sera si festeggiò con canti e balli la
mascita del bellissimo fiore che fu chiamato “Rosa Camuna” *
il simbolo del villaggio.
*In realtà la Rosa Camuna, nell’incisioni rupestri della val
Camonica era un simbolo solare |
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