Visita didattica al Museo Archeologico di Milano

 

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Ci siamo recati al Museo Archeologico, a Milano, per approfondire l’argomento storico, trattato a scuola in generale, riferito ai romani e alla loro civiltà, e per verificare gli elementi presenti nella città di Milano,nostro capoluogo di provincia, a quel tempo provincia romana. Lo studio a scuola aveva trattato tanti aspetti di questa civiltà, avevamo anche visto una videocassetta per avere una visione più chiara. Con questa uscita abbiamo voluto conoscere la presenza di questa civiltà nel nostro ambiente. Milano è una città ricca di storia che si può ricostruire visitando i musei e la città stessa perché sono rimasti molti resti che testimoniano il suo passato. Al Museo sono esposti reperti di vario genere: resti di costruzioni (pezzi di mura, di statue, di pavimentazioni della città e di abitazioni), oggetti di vita quotidiana sociale e religiosa. La guida ha spiegato usando un linguaggio adeguato ma comprensibile ogni reperto, ben conservato ed esposto in spazi delimitati o su piedestalli o in vetrine. La sua spiegazione era così interessante che non ho notato se per il pubblico vi fossero un percorso di visita segnalato e materiale illustrativo a disposizione. Mi ha veramente interessato tutto ciò che ha esposto. Scavi nel centro della città attestano che questa area era già abitata nel V secolo a.C. All’inizio del IV secolo a.C. il centro fu fondato dai Galli Insegri che lo chiamarono Maediolanum per indicare la posizione che Milano occupava al centro della Pianura Padana, luogo in cui convergevano molte strade; divenne città all’epoca dei romani e, al tempo di Giulio Cesare, Milano ottenne la cittadinanza nel 49 a.C. così furono costruite le strutture che servivano alla vita pubblica romana: edifici pubblici (Foro, templi, curia). Quando Diocleziano divise l’impero, affidò il Regno d’Occidente a Massiniano che decise di spostare il proprio palazzo a Milano. Qui c’erano le legioni per difendere l’impero dalle invasioni barbariche. Fece costruire edifici pubblici. Alcuni scavi portarono alla luce i resti della statua che raffigurava Ercole famoso per la sua forza. Le terme erano il luogo per la cura del corpo per questo furono dedicate a lui. Il poeta Ausonio, nei suoi scritti, nominò le terme “erculee” e anche l’Imperatore si fece chiamare Massiniano Erculeo per indicare la sua potenza. Le “domus” (case) erano decorate, i pavimenti realizzati con tessere di mosaico: questi resti risalgono al I sec. a.C. È difficile trovare resti di edifici romani in città come Milano. Sia a Milano sia a Legnano si può osservare che i cimiteri erano costruiti fuori dalla città. Usavano due riti per seppellire i defunti. Uno riferito alle persone meno ricche che venivano  deposte direttamente nel terreno, l’altro per le persone delle famiglie più importanti che venivano bruciate (rito dell’incenerizione).Quest’ultimo rituale cambiò con l’avvento del Cristianesimo. Il defunto era accompagnato da un corredo composto da oggetti personali e legati alla sua vita professionale. Nelle tombe sono stati ritrovati gioielli in oro, argento, bronzo e pasta di vetro, anelli con pietra incastonata, talvolta da usare come sigillo, bracciali in argento che avevano una specie di sportellino che probabilmente serviva alle donne per tenere pasticche. C’erano anche oggetti della vita quotidiana: strumenti da lavoro (cesoie, coltelli, posate, sistro, pezzi di bilancia, compasso, pentole in bronzo); lucerne che oltre a lanterne e candele servivano per l’illuminazione della casa. Queste, sul fondo, portavano il nome del fabbricante. Marchiavano anche le ceramiche. In età romana, nel I sec. a.C.,fu inventata la tecnica della soffiatura del vetro. Tra gli oggetti in vetro abbiamo osservato un balsamario per conservare sostanze profumate e una coppa chiamata “diatreta Trivulzio”del IV sec. d.C., lavorata “a giorno”, ritrovata in provincia di Novara all’interno di un sarcofago. Abbiamo notato che la statua di Giove era stata utilizzata per chiudere un buco nelle mura della città. Si pensa che stesse in un tempio vicino a Porta Giovia o nel Capitolium, nel Foro, dedicato a Giove, Giunone e Minerva, ma non vi è traccia di nessun tempio. Il pavimento di una domus in via Circo presentava mosaici con figure di animali o uomini, con colori predominanti bianco e nero. Per la divisione degli ambienti venivano utilizzati mattoni di diverse misure. Le fondamenta delle mura della città avevano una struttura realizzata con ciotoli di fiume e malta; erano state ribaltate rispetto alla loro posizione originale. Secondo un’ipotesi ciò successe nel periodo medioevale nella lotta tra i Comuni e l’Imperatore Barbarossa per dimostrare che Milano aveva subito un grave avvenimento. Alcune strutture romane sono presenti all’interno di un Monastero Benedettino. Le mura erano costruite con ciotoli; si è conservata una torre a forma poligonale, oltre il limite ovest dove, all’esterno, c’erano i cimiteri, e da dove partivano le corse per mezzo chilometro,verso sud, luogo in cui l’ Imperatore Massiniano fece costruire il Circo. Il livello su cui ora si cammina per Milano è più alto rispetto a quello dove camminavano i romani. Un plastico mostra che la città romana era meno estesa dell’attuale.
Ho apprezzato molto questa gita scolastica perché ho potenziato alcune conoscenze che già avevo e ho vissuto Milano in modo insolito. Ho avuto una visione più ampia della grandezza dei romani. Ho rilevato che per imparare, oltre che studiare sui libri, è utile sperimentare quello che l’ambiente può mostrarci. Ho imparato che quando visito una città devo osservare per capire la sua storia.

Jacopo Mulas - classe 1^B