Visita guidata al Castello Sforzesco

 

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Milano 22/04/2004

Nelle sale del Castello Sforzesco è stata allestita la mostra “Leonardo, l’acqua e il Rinascimento”. Allo scopo di conoscere il genio di Leonardo abbiamo visitato questa mostra, accompagnati da una guida che ci ha accolti all’esterno dell’edificio. Attraversando il cortile, ci ha parlato del castello e si è soffermata a illustrarci la Torre del Filerete che fu fatta costruire da Francesco Sforza nel 1452. Non era come si presenta ora perché nel 1521 fu parzialmente distrutta, colpita da un fulmine; era poi diventata un deposito di munizioni e subì un’esplosione. Quella attuale è stata ricostruita da Luca Feltrami alla fine del 1800, quando i milanesi erano ormai decisi ad abbattere il castello perché era diventato simbolo del potere dei Signori della città e dei dominatori stranieri, inoltre era sentito come una minaccia tanto da volerlo cancellare dalla loro memoria.
Nella sala dove risiede la mostra sono presenti  diversi computer che illustrano i disegni di Leonardo, i modelli in legno ed è possibile ricostruire virtualmente alcune opere. Nel Rinascimento l’acqua era importante: si usava per l’agricoltura, i commerci, i centri urbani e le scoperte tecnologiche. Furono costruite macchine che dovevano rendere il lavoro dell’uomo più leggero, semiautomatico e poi automatico. Si voleva maggiore lavoro col minor sforzo possibile. Leonardo possedeva grandi conoscenze. Lasciò molti scritti, disegni e annotazioni che vennero persi, molti vennero rubati per copiare le sue invenzioni. Quelle costruite sono una minima parte, le altre restarono sulla carta. Alcune delle invenzioni realizzate sono: una gru a sali-scendi che serviva per scavare il fossato del castello e un contatore per vendere l’acqua. Leonardo pensò come un esercito potesse attraversare velocemente un fiume: ideò un ponte da realizzare in breve tempo e con materiali di fortuna (ponte girevole su barche o botti collegate con una passerella). Creò il sistema utilizzato ancora oggi su canali e navigli per far passare un’imbarcazione a diversi livelli d’acqua. Inventò una draga lagunare per togliere il fango dal fondo del fiume, o per raccogliere i sassi che servivano per pavimentare le strade della città. Costruì un acquedotto per portare l’acqua nell’edificio (torre) più alto della città e distribuirla agli edifici più bassi. Realizzò una macina collegata ad una ruota per macinare il grano. Ricostruito al computer è stato presentato il sistema per non usare più i remi per la navigazione. Nonostante fosse contrario alla guerra, riteneva che fosse necessaria per difendersi. Così ideò una nave con a bordo un cerchio con fucili inseriti che avrebbero sparato senza far perdere l’equilibrio. Infatti i vascelli corazzati si ribaltavano allo sparo del cannone a causa del contraccolpo che subivano. Questa visita mi ha fatto conoscere meglio questo personaggio non ancora studiato a scuola ma del quale avevo apprezzato solo alcune opere realizzate presso la Villa Melzi a Vaprio (il dipinto “Il Madonnone”, il primo ascensore idraulico, alcuni progetti del Naviglio Martesana) e il traghetto a Imbersago; inoltre ho ammirato dal vivo, lungo l’Adda, gli ambienti che hanno ispirato gli sfondi di alcuni suoi dipinti. La realizzazione virtuale del funzionamento di alcune sue opere mi ha molto interessato.

Jacopo Mulas - classe 1^B