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Con
queste parole Filippo Tommaso Marinetti fonda il 20
Febbraio 1909 a Parigi il manifesto futurista
nelle pagine del "Le Figarò"
1-Noi
vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine
all'energia e alla temerità.
2-Il coraggio, l'audacia, la ribellione,
saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3-La letteratura esaltò fino ad oggi
l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi
vogliamo esaltare il movimento aggressivo,
l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto
mortale, lo schiaffo ed il pugno.
4-Noi affermiamo che la magnificenza del
mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la
bellezza della velocità
5-Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene
il volante, la cui asta attraversa la Terra,
lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua
orbita.
6-Bisogna che il poeta si prodichi con
ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare
l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
7-Non vi è più bellezza se non nella lotta.
Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo
può essere un capolavoro.
8-Noi siamo sul patrimonio estremo dei
secoli! [...] poichè abbiamo già creata l'eterna
velocità onnipresente.
9-Noi vogliamo glorificare la guerra-sola
igene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il
gesto distruttore [...]
10-Noi vogliamo distruggere i musei, le
biblioteche, le accademie d'ogni specie e combattere
contro il moralismo, il femminismo e contro ogni
viltà opportunistica o utilitaria
11-Noi canteremo [...] le locomotive
dall'ampio petto, [...] il volo scivolante degli
areoplani. E' dall'Italia che lanciamo questo
manifesto di violenza travolgente e incendiaria col
quale fondiamo oggi il Futurismo
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Marinetti nasce
ad Alessandria d'Egitto nel 1876 da genitori italiani. Poeta
e romanziere, è il padre fondatore ed ideologo del
Futurismo. Si forma alla luce della cultura francese di
fine Ottocento. Nell'ultimo decennio di secolo è a Parigi,
in contatto con il mondo della letteratura, legato al filone
simbolista. Nel primo decennio del Novecento partecipa a
quella tendenza che avvia il simbolismo verso la sua
dissoluzione alla ricerca di nuove espressioni, per fondare
una nuova estetica della vita moderna e della macchina.
Passatismo, termine opposto a Futurismo, rappresenta
ciò che è stato prodotto cultura tradizionale, accademica
del passato. Temi come la città, il dinamismo e la velocità
fanno parte del nuovo linguaggio futurista assieme
alla "mistica del superuomo" che aveva dominato le sue prime
opere francesi. Alla sua morte nel 1944, anche il movimento
futurista si dissolve. |
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La pittura futurista
Nel
Gennaio del 1910, Boccioni, Carrà, e Russolo si
presentavano a Marinetti nella sua casa di Milano.
Questi tre artisti, conosciuti nell'ambiente
dell'accademia e del mondo pittorico milanese, dopo
una lunga disamina della situazione in cui versava
l'arte italiana, decisero di lanciare un Manifesto
ai giovani artisti per invitarli a scuotersi dal
letargo che soffocava ogni aspirazione. Il
Manifesto dei Pittori nasce l'11 Febbraio su un
volantino edito da "Poesia".
Non si può però parlare di "vera" pittura
futurista fino alla fine del 1911. I tentativi
di creare la "nuova arte" passano attraverso diverse
influenze non ancora superate. Nella primavera del
1910 vengono esposte pubblicamente le prime opere
futuriste nella "Mostra d'arte libera" a Milano
presso la fabbrica Ricordi con opere di Boccioni,
Carrà e Russolo.
Nel
1912 Marinetti organizza a Parigi una mostra alla
Gallerie Bernheim-Jeune in cui gli artisti italiani
sottolineano la loro divergenza dal cubismo ed
affermano di ricercare uno "stile del movimento,
cosa mai tentata prima".
Dal 1913 varie mostre vengono organizzate per
esporre i lavori sempre più definiti. Il futurismo
conta nuovi adepti: Cangiullo, Depero, Pampolini,
Rosai, Morandi, Sironi, Arturo Martini.
Sempre più si definiscono le ricerche dei diversi
artisti: Russolo si dedica alla musica, Carrà si
allontana dal naturalismo a vavore del cubismo,
Severini tende verso l'astrazione, Boccioni segue
anche in scultura un modello simbolista, Balla
approda ad una schematizzazione basata sullo studio
del movimento.
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Il manifesto dei pittori futuristi
1- Distruggere il
culto del passato, l'ossessione dell'antico, il
pedantismo ed il formalismo accademico
2- Disprezzare profondamente ogni forma d'imitazione
3- Esaltare ogni forma di originalità anche se
temeraria, anche se violentissima
4- Trarre coraggio ed orgoglio dalla facile traccia
di pazzia con cui si sferzano e s'imbavagliano
gl'innovatori
5- Considerare i critici d'arte come inutili e
dannosi.
6- Ribellarci contro la tirannia delle parole:
ARMONIA E BUON GUSTO, espressioni troppo
elastiche[...]
7- Spazzar via dal campo ideale dell'arte tutti i
motivi, tutti i soggetti già sfruttati
8- Rendere e magnificare la vita odierna, incessante
e tumultuosamente trasformata dalla scienza
vittoriosa.
Siano sepolti i morti dalle più profonde viscere
della terra! Sia sgombra di mummie la soglia del
futuro! Largo ai giovani, ai violenti, ai temerari!" |
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| Velocità di
motocicletta di Giacomo Balla |
Studio per
nitrito in velocità di F. Depero |

Schizzo per la nuova stazione
di Milano
di A.Sant'Elia |

Autoritratto di M. Sironi |
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| Combattimento
di M. Menin |
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