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stilistico che mira alla massima aderenza tra
rappresentazione artistica e realtà oggettiva; l'opera
d'arte deve apparire, secondo le intenzioni dell'autore,
come fedele riproduzione del mondo reale, in consonanza con
la percezione considerata più consueta e comune. Nel corso
della storia dell'arte, tendenze alla rappresentazioni
realista si sono alternate periodicamente ad altri stili e
impostazioni teoriche; ad esempio, intenti realistici sono
individuati dagli studiosi nella ritrattistica romana
di età imperiale, in certi momenti di rinnovamento formale
del romanico, nell'opera di Giotto, e poi via
via in artisti di epoche e paesi diversi, come Caravaggio
(per il quale si parla più precisamente di naturalismo). In
senso storico-critico, tuttavia, il termine 'realismo' è
propriamente attribuito al movimento artistico nato in
Francia intorno alla metà del XIX secolo, come reazione
all'approccio fortemente soggettivo e idealistico del
romanticismo. Tra i promotori del realismo francese ebbe un
ruolo di primo piano il pittore Gustave Courbet, che
si era imposto all'attenzione del pubblico - generando
scandalo presso gli ambienti più vicini all'arte ufficiale e
accademica - con quadri caratterizzati da una spiccata
attenzione al dato reale, quotidiano, spesso colto in
contesti generalmente esclusi dalla rappresentazione
artistica. Dipinti come Gli spaccapietre (1849,
distrutto nella seconda guerra mondiale) o Funerale a
Ornans (1849-50, Musée d'Orsay, Parigi) suscitarono
scalpore sia per la raffigurazione di realtà "basse" (nel
primo caso) o troppo "comuni" (nel secondo caso), sia e
soprattutto per il modo in cui situazioni e personaggi
venivano trasposti sulla tela, così "brutale", grezzo, per
per nulla idealizzante (per il Funerale avevano addirittura
posato molti cittadini di Ornans, tutti perfettamente
riconoscibili, rappresentati a grandezza naturale, secondo
la consuetudini delle opere di storia). Nel 1855 Courbet
espose i suoi dipinti nel Pavillon du Rèalisme,
appositamente allestito per ospitare le opere escluse
dall'Esposizione universale, inaugurando così ufficialmente
la nuova poetica. A partire dal 1860 il realismo ebbe largo
seguito in tutti i paesi europei, in Italia si ispirarono al
movimento francese i macchiaioli toscani, tra cui si
distinsero i pittori Giovanni Fattori e Telemaco
Signorini. |
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Funerale a Ornans
Il quadro apparteneva a Juliette Courbet, che ne fece dono
allo Stao nel 1881. La composizione, esposta al Saloon del
1850-1851, fu ideata e realizzata a Ornans. Questo
capolavoro di Courbet ha grande importanza perchè interpreta
un fatto religioso calandolo nella realtà sociale del suo
tempo. i personaggi sono ritratti mentre celebrano un rito
cristiano, un funerale, non nella sacralità di una chiesa,
ma lontano da essa. Nel dipinto assistono alla sepoltura
quasi cinquanta concittadini del pittore, identificabili con
alcuni membri della famiglia, come la madre, le sorelle e il
nonno del pittore, un amico dell'artista e il curato della
cittadina. |