Romanticismo

 

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Movimento culturale sorto in Germania alla fine del Settecento e sviluppatosi in Europa nell'Ottocento. Con il Romanticismo si fa coincidere l'inizio dell'arte contemporanea. Il movimento ha le sue caratteristiche più manifeste nell'antitesi all'Illuminismo e al razionalismo che ne rispecchiava la filosofia. Il Romanticismo afferma infatti una nuova concezione della vita e dell'arte che può così sintetizzarsi:
- affermazione delle ragioni della creatività dello spirito e della fantasia in opposizione a quelle della fredda ragione; 
- rivalutazione delle tradizioni più vicine alla civiltà moderna in antitesi al culto dei miti dell'antico.
- ritrovamento dei valori religiosi contro l'ateismo o il fideismo dell'illuminismo;
- proposta dei valori nazionali attorno ai quali possono stringersi le comunità.
- tendenza a diffondere il popolare, anche in campo letterario;
- ritrovamento della vera realtà dell'uomo nella natura.

Eugène Delacroix   Delacroix fu definito "principe dei romantici" e al contempo "puro classico", proprio per la varietà di temi proposti e per l'intensità che sprigionano, e proprio per questa ambivalenza, spesso voluta, ispirò artisti di stile molto diverso. Comunque, è predominante il suo carattere romantico, che vuole l'esplosione di colore e di sentimento, che vuole colpire al cuore lo spettatore e farlo vivere con trasporto il movimento e la tragicità della scena.  

lLa Libertà che guida il Popolo - Eugene Delacroix

La Libertà che guida il popolo è un dipinto di Eugène Delacroix, ad olio su tela (260 x 325 cm), quest'opera fu realizzata nel 1830 per ricordare la lotta dei parigini contro la politica reazionista di Carlo X di Francia. Oggi l'opera è conservata al Musée du Louvre di Parigi. Il personaggio della libertà costituisce il primo tentativo di riprodurre un nudo femminile in abiti contemporanei; fino ad allora i nudi venivano solitamente accettati dal pubblico filtrati attraverso rappresentazioni di carattere mitologico o di storia antica. Delacroix riuscì a superare il problema attribuendo alla fanciulla la funzione allegorica della Libertà.

 

 

La barca di Dante è un dipinto ad olio su tela di cm 189 x 246 realizzato nel 1822 dal pittore francese Eugène Delacroix. È conservato al Musée du Louvre di Parigi.Il quadro raffigura Dante e Virgilio, traghettati oltre il lago dell'Inferno, mentre le anime dei dannati cercano di assalire la barca

 

 

Jean-Louis-Théodore Géricault   Théodore Géricault fu una figura fondamentale del Romanticismo francese. Nel corso di una carriera conclusasi precocemente, e in modo tragico, prese le distanze dalla tradizione sfidando i canoni del Salon e dell'Accademia. Il suo dipinto più famoso è La zattera della Medusa, opera che suscitò dissenso nei contemporanei per la modernità e per i forti toni politici. Era affascinato dai cavalli: il tema più ricorrente della sua opera, lo scontro fra l'uomo e il cavallo indomito, rappresenta il tentativo interiore di imbrigliare il proprio temperamento tumultuoso. Géricault, pur appartenendo a una famiglia facoltosa che gli consentiva di dipingere senza il bisogno di guadagnare, non ebbe un'esistenza facile. Si arruolò nell'esercito realista e fu costretto a nascondersi alle truppe napoleoniche; intraprese una contrastata relazione amorosa con una zia e subì una serie di incidenti a cavallo che accelerarono la sua morte prematura.
    La zattera della Medusa - Gèricault
La Zattera della Medusa
è un'enorme famosissima tela (m. 4,91 x m. 7,16) intorno a cui pittori, critici, intellettuali, hanno scritto fin dall'800 fiumi di parole più o meno convincenti ed interessanti. Ne propongo una breve lettura volta ad attualizzare il significato dell'opera in connessione ai tragici fatti degli ultimi tempi. Gèricault (1791-1824) è un artista particolarmente sensibile e coraggioso. Sfida infatti la critica classicista del tempo esponendo opere cariche di tensione emotiva, volte a rappresentare tematiche crude e sconcertanti. Naufraghi, giustiziati, pazzi, prostitute, alcolisti sono i soggetti che popolano le sue tele. In particolare la Zattera della Medusa propone una concitata visione di un fatto realmente accaduto, il naufragio di una grande fregata francese,  ìMedusa", avvenuto nel 1816 al largo delle coste dell'Africa Occidentale. L'artista a lungo indeciso su quali aspetti rappresentare della vicenda, sceglie dapprima di raccontare l'ammutinamento, poi opta per l'arrivo della nave salvatrice, infine sceglie il momento più carico di tensione, quando i naufraghi avvistano una nave all'orizzonte ma non riescono a farsi intercettare, nè la natura li aiuta perchè il vento soffia dalla parte opposta, come si desume dalla vela gonfia, dal mare grosso e dal cielo sconvolto e carico di pioggia. Il fatto di cronaca realmente accaduto è lo spunto da cui Gèricault muove per focalizzare l'attenzione su ciò che gli interessa: quel piccolo manipolo di uomini in barca sono espressione dell'intera umanitá che nel corso della storia e nelle più diverse occasioni, si trova ad affrontare il difficile viaggio dell'esistenza con mezzi inadatti ed oscilla tra due sentimenti contrari, la speranza della salvezza e la paura per la morte incombente. Nell'opera infatti troviamo a destra un groviglio di uomini dalle membra forti e michelangiolesche che si prodiga nel cercare un possibile aiuto, a sinistra invece la disperazione e la morte hanno giá avuto la meglio.
Anche una lettura politica ha accompagnato l'opera fin dalle prime esposizioni. Infatti lo storico Michelet nel 1822 vide nel dipinto un'allegoria della Francia alla deriva dopo l'esperienza napoleonica: "su quella zattera Gèricault ha imbarcato la Francia intera, tutta la nostra societá".

   

Goya y Lucientes   Nasce in un piccolo villaggio dell'Aragona nei pressi di Saragozza da una famiglia della piccola borghesia. Il padre José era un maestro doratore, figlio di un notaio di provincia, mentre la madre, Gracia Lucientes, era una hidalga, cioè appartenFucilazione del 3 maggio 1808 - Goyaeva al più basso ordine della nobiltà spagnola. Francisco era il quarto di sei fratelli e nel 1759 la famiglia Goya y Lucientes si trasferisce nella vicina Saragozza, dove qualche anno prima avevano comprato una casa, per permettere al padre di cercare un impiego migliore.
Trasferitosi nel 1763 a Madrid, partecipa senza successo al concorso indetto dall’Accademia di Belle Arti di San Fernando di Madrid per l'assegnazione di una borsa di studio.
 
Deluso dal crollo degli ideali sia religiosi sia politici, Goya fissa nella sua opera di più alta intensità drammatica, Fucilazione del 3 maggio 1808, il martirio del suo popolo. Alla nota angosciosamente ripetuta delle figure dei fucilieri, presi di spalle, l'artista contrappone la figura abbagliante del martire nell'attimo che precede il colpo mortale, così come alla fissità dei soldati oppone il moto tragico dei condannati che salgono la collina. La potenza espressiva del linguaggio di Goya e il taglio straordinariamente innovativo della tela consentono di includere l'artista nel movimento romantico e insieme ne fanno uno tra i precursori dell'arte del Novecento.